La Dipendenza dal Gioco d’Azzardo

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Una passione può trasformarsi in una vera e propria ossessione, sfociando in qualcosa di difficilmente controllabile, proprio come il GAP, ossia il Gioco d’Azzardo Patologico che è stato riconosciuto, dal 1980, come una vera e propria patologia dall’Associazione degli Psichiatri Americani.

Tale patologia fa capo a un comportamento che si ripete nel tempo e maladattivo di gioco che comprende gli aspetti della vita personale, familiare e lavorativa del soggetto. La dipendenza da gioco può accompagnarsi, in vari casi, anche all’uso di droga e alcol, con conseguente sfascio della vita privata e della propria condizione finanziaria.

Ci sono vari sintomi che si possono prendere in considerazione per capire se una persona è affetta o meno dalla giocodipendenza:

  • Il gioco d’azzardo la assorbe completamente: rivive le esperienze di gioco passate, cercando di mettere in atto strategie migliori per vincite future e metodi per ottenere denaro da spendere nel gioco stesso;
  • Le somme da puntare sul gioco devono essere sempre più alte, poiché l’eccitazione e l’adrenalina delle varie puntate deriva proprio dal rischio che il soggetto avverte tra lo scommettere e la paura di perdere tutto;
  • Non riesce a frenare la sua voglia di scommettere e giocare d’azzardo, nonostante abbia attuato vari tentativi andati, però, a vuoto;
  • Cambiamenti dell’umore: il soggetto si mostra irritabile e irrequieto, soprattutto nei momenti in cui non può giocare d’azzardo;
  • Umore disforico, che può sfociare in sentimenti di ansia, depressione, impotenza;
  • A una perdita di denaro consistente, si affianca la voglia di rivincita: per tale motivo, anche se gli restano pochi soldi, deve continuare a scommettere per tentare tutte le possibilità di vincita;
  • Nega la sua dipendenza: anche se i familiari lo invitano a farsi assistere da un terapeuta, il soggetto nega la propria dipendenza dal gioco d’azzardo;
  • Frode o azioni illegali, pur di giocare: nei casi estremi, di dipendenza sfrenata e incontrollabile, il soggetto può arrivare a macchiarsi la fedina penale, pur di avere contanti da investire nel gioco.

Non tutte le persone che si concedono qualche momento di svago, però, sono giocatori compulsivi: in molti, infatti, investono nel gioco per divertirsi, senza aggrapparsi all’obiettivo spasmodico della vincita a tutti i costi. Qualora, invece, emerga la compulsività del soggetto nel gioco d’azzardo, è bene ricorrere ai ripari e aiutare l’amico e/o il familiare affetto da questa patologia.

Non ci sono cure o trattamenti standard validi per tutti: sarà il terapeuta a delineare il percorso migliore, affinché il soggetto riesca ad uscire dal tunnel di questa dipendenza. Il giocatore compulsivo, può avvalersi, però, di strutture residenziali, giocatori anonimi, specialisti e servizi territoriali, adibiti alla cura della patologia annessa al gioco d’azzardo come il Centro Recupero Dipendenze da Gioco e Sostanze San Nicola.

Una struttura specializzata e opportunamente organizzata consentirà al dipendente da gioco di liberarsi per sempre da questa schiavitù riprendendo le redini della propria vita.

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