Il Tar della Liguria conferma la validità della legge regionale

Azzardo

Il risultato di una sentenza del TAR, purtroppo, metterà il cuore in pace a tutti gli operatori della Liguria in quanto dichiara la manifesta infondatezza della questione di legittimità costituzionale della legge regionale sul gioco e sui casino online.

E con questo si metterà un punto fermo laddove tanti addetti ai lavori del settore speravano che la restrittiva legge ligure potesse essere “combattuta ed abbattuta”. Niente di fatto, quindi, e la regolamentazione dei giochi in Liguria rimarrà quella stabilita ed alla quale tutto ciò che gravita nel gioco ed attorno a lui si dovranno adeguare forzatamente.

Quindi, “perdete ogni speranza o voi che entrate” nel fantastico mondo del gioco d’azzardo e continuate ad operate con tutte le restrizioni possibili ed immaginabili messe in atto. Il principio viene ribadito ulteriormente dal Tar della Liguria nel respingere il ricorso di una società di gioco contro appunto un provvedimento con cui il Comune di Spezia ha ordinato la chiusura definitiva di una sala giochi, in attuazione della legge ligure sul gioco in essere dal 2012.

Ma per la Liguria… non finisce certamente qui la guerra al gioco d’azzardo. Ora si desidera parlare anche di una disposizione che ribadisce che per ottenere una licenza Tulps per raccogliere scommesse, i Centri di Trasmissione Dati devono aver aderito alla “sanatoria”, devono quindi, essere rientrati “al di qua della rete (quindi in quella lecita)”, altrimenti… nulla da fare. E non basta, si vuole riferire anche la motivazione ribadita dal Tar, laddove si specifica che il Centro di Trasmissione Dati, oltre a non essere titolare di una concessione, non ha aderito alla sanatoria messa a disposizione dal Governo corrispondendo il versamento della somma di euro 10mila.

Così decidendo, il Tar Liguria ha rigettato una serie di ricorsi presentati dai titolari di alcuni Centri di Trasmissione Dati collegati ad un operatore estero contro il Questore della provincia di Genova che aveva respinto la richiesta di rilascio di licenza di pubblica sicurezza per l’esercizio di attività di intermediazione telematica di scommesse. La legge vigente relativa ai Ctd consente, oltre alla regolarizzazione fiscale, il rilascio dell’autorizzazione di pubblica sicurezza che è ovviamente ciò a cui ambivano tutti i ricorrenti al Tar Liguria, ed il collegamento al totalizzatore nazionale, prevedendo nel testo, espressamente, la possibilità di compensare l’anticipazione della somma di 10mila euro con gli importi da versare a titolo di regolarizzazione fiscale per i periodi di imposta anteriori al 2015.

Questo, dava la possibilità ai ricorrenti, qualora fossero stati in grado di provare l’assolvimento integrale dei versamenti dell’imposta unica per il passato, di prendere parte alla procedura di regolarizzazione e di conseguire l’autorizzazione dettata dall’art.88 Tulps. Successivamente, avrebbero potuto provvedere al rimborso di quanto versato in eccesso all’atto della regolarizzazione: in ogni caso considerando che i ricorrenti non avevano provveduto ad aderire alla procedura eccezionale di emersione, la cosiddetta “sanatoria” proposta dal Governo, si precludevano senza ombra di dubbio il rilascio dell’autorizzazione ex art.88 Tulps. Anche il segmento dei Centri di Trasmissione Dati, quindi, deve seguire come tutti gli altri comparti del gioco, che siano liguri o meno, le normative sul gioco in essere sul territorio.

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