Concessionari di gioco pubblici esattori? Lo suggerisce la stabilità 2017

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La Legge di Stabilità del 2017, il cui testo finale tarda ancora ad arrivare, mette “in pena” tutto il mondo del gioco circa ciò che potrebbe contenere relativamente ad eventuali imposizioni fiscali a favore, naturalmente, del bilancio del nostro Esecutivo come ulteriore ed ennesima “copertura”.


Ma questo è quello che ancora “non si vede” della manovra finanziaria di quest’anno. Mentre quello che sembra esservi contenuto è che il recupero dei 160 milioni di euro mancanti “all’appello della decurtazione di ricavi”, potrebbe avvenire attraverso una procedura a dir poco singolare e che si deve far risalire alla “immensa creatività” del nostro Governo che, quando si “tratta di gioco pubblico e casino online”, sfodera tutto il suo meglio.

In pratica, si tratterebbe di nominare i concessionari di rete telematica “quali esattori di entrate patrimoniali dello Stato”, ovvero i concessionari di gioco diventerebbero come per incanto Enti impositori, abilitati ad emettere ordini di ingiunzione di pagamento ed iscrizioni a ruolo ed autorizzati poi anche a procedere coattivamente per la riscossione in proprio. È una ipotesi relativa al gioco contenuta nella Legge di Stabilità del 2017 e che, naturalmente, sta per essere esaminata dalle società che assistono tutti i partecipanti alla filiera del gioco.

Ora, si vuole riferire del parere del legale di As.Tro relativamente alla proposta di far diventare Enti impositori i concessionari di gioco: “L’idea giuridica che sottende alla soluzione è ‘intrigante’, ma sconta alcune semplificazioni eccessive”. Questo, sommariamente, è il primo parere espresso dal professionista che assiste As.Tro. Il legale spiega, in parole che tutti possano comprendere, che ci si troverebbe di fronte ad un “garbuglio” di incongruenze, come per esempio questa: non saranno pochi i Giudici che potrebbero esternare qualcosa in contrario sia all’atto della vidimazione dell’ingiunzione, sia all’atto della decisione di una eventuale sospensiva; la distinzione tra Ente impositore e soggetto passivo.

Con questa “particolare ipotesi” è il soggetto passivo tenuto al pagamento ad essere elevato come Ente di riscossione, per non sottolineare il fatto che il concessionario è esso stesso il soggetto che dovrebbe escutere sé stesso; ed ancora, il presupposto della liquidità ed esigibilità del credito non può derivare da un calcolo di parte, parte per giunta interessata. Posto che tutto quello che non è di competenza degli altri operatori di filiera a dover essere corrisposto dal Concessionario. Se, poi, si aggiunge che il Consiglio di Stato ha già decretato come privatistico il rapporto tra il Concessionario ed i suoi contrattualizzati a cui “far pagare” la loro parte di decurtazione di ricavi, con strumenti privatistici, “l’incostituzionalità della soluzione che il Governo ha ipotizzato nella Stabilità 2017 assume rilevanza veramente macroscopica. Questo è il parere del legale di As.Tro.

Si può anche aggiungere al parere di questo legale che non si vuole togliere nulla a chi ha “fatto questa bella pensata”, ma chi scrive non vede altro, in questa situazione, se non che si voglia inserire nel settore ludico elementi di condizionamento e potestà arbitrarie nei confronti della filiera e questo non potrà portare nulla di positivo. Come non porterà nulla di buono, probabilmente, eliminare la rete distributiva delle Awp: forse “chi pensa soluzioni” non vorrà affrontare il gravoso dilemma di una eventuale restituzione dei 340 milioni di euro versati dai gestori e dai punti di vendita virtuosi. Sarà questa la verità?

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